Alta Moda, Grande Teatro






Buongiorno ragazze, oggi vi mostro una delle "perle architettoniche" che un turista deve assolutamente visitare se viene a Torino. Siamo a Venaria Reale, a qualche km dalla città dove ha sede  la Reggia di Venaria, lo splendido complesso, dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO,  che ospita sempre interessanti mostre.
Vi starete chiedendo come mai vi parlo di arte, non sono impazzita e soprattutto non ne sarei in grado, ma voglio raccontarvi invece della bellissima mostra che ho visitato (due volte di seguito per non sbagliare!) ovvero «Alta Moda, Grande Teatro» in allestimento fino al 14 settembre.

Non è la prima volta che la Reggia ospita mostre legate alla moda e la location da sogno rende sicuramente la visita più interessante. Questa volta il tema è la moda legato alla magia del teatro, splendidi abiti che hanno vestito le attrici e gli attori delle opere più famose. Tra gli stilisti protagonisti dell'esposizione alcuni dei miei preferiti come Capucci, Missoni in versione vegan con diversi  modelli in jersey  o viscosa coloratissimi nel perfetto stile del brand e Versace (Gianni ovviamente, sulla sorella non commento), ma anche altri come la Biagiotti che nel suo iconico bianco ha vestito Carla Fracci per diverse opere o Maurizio Galante con gli abiti più recenti di tutta la mostra per la «Madama Butterfly» al teatro dell’Opera di Roma.

Gli stilisti in mostra sono undici, ad ognuno è dedicata una sala, la più bella e ampia è sicuramente quella che chiude la mostra con gli abiti di Gianni Versace (a cui in realtà sono state dedicate due sale), una chiusura in bellezza ed emozionante grazie anche al video in cui si può ammirare lo stilista con i ballerini nel dietro le quinte e a fine spettacolo sul palco, un grande artista che ha lasciato un segno nella moda italiana.
Gianni Versace
Versace (fonte Laist.com)


Il pezzo forte della mostra, soggetto unico della copertina della mostra, è la bata de cola di Armani  ovvero l'abito da flamenco  disegnato dallo stilista per Joaquín Cortés. Per cogliere a pieno la bellezza  di questa lunghissima gonna a balze vi consiglio di fermarvi a guardare il suggestivo filmato in cui il ballerino danza magistralmente.


Sempre rimanendo nell'ambito della danza si possono ammirare i tutù rosa di Valentino realizzati   per il Ballo di Capodanno di Vienna del 2010 e gli abiti per la Carmen della Ferretti.
In alcune sale gli stilisti hanno messo a disposizione oltre agli abiti anche i loro bozzetti, curati nei minimi dettagli come quelli di Capucci colorati con i pastelli  di una bellezza abbagliante o quelli di Missoni che sono delle tavole con tanto di illustrazioni di sfondo o quelli di Versace che rappresentano egregiamente l'abito realizzato.
I tempi erano decisamente diversi da quelli odierni in cui i grandi stilisti non disegnano più le proprie collezioni ma delegano ai vari uffici stile, spesso sparsi per tutto il mondo. Sapere che quei bozzetti sono stati pensati, disegnati e colorati dai grandi artisti della moda che tutto il mondo ci invidia, mi suscita sempre una grande emozione.

Roberto Capucci (fonte Panorama.it)
Roberto Capucci
Missoni (fonte Panorama.it)
Questo è in breve quello che più mi ha appassionato della mostra «Alta Moda, Grande Teatro» che assolutamente consiglio di visitare a chi ama la moda e la storia che c'è dietro ad ogni abito.
Dopo la visita non mancate di visitare i bellissimi giardini fioriti (ma anche gli orti) dove passeggiare o anche solo fermarsi per godersi un po’ di ombra sotto gli alberi o scattare qualche foto come ho fatto io (tanto per cambiare!) . Vi consiglio di munirvi di piantina per girarli tutti e non perdere niente perché sono davvero grandi (ben 60 ettari di terreno!) e ci si perde di sicuro qualcosa senza un riferimento da seguire. Purtroppo tra le ultime novità c'è la voliera con i pavoni in uno spazio ridottissimo e assurdo se si pensa alla maestosità dei giardini, mentre nel laghetto sono arrivati dei cigni, che anche se non avrei voluto vedere lì, stanno sicuramente meglio dei poveri pavoni costretti in pochi metri quadrati.  Peccato, anche perché la Reggia non aveva ancora ceduto al "fascino" degli animali in gabbia...













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